Alta moda in Burkina Faso


Esistono diversi modi di viaggiare, di fotografare e inevitabilmente di vedere il mondo; ma soprattutto di tentare, per lo meno, di comprenderlo.
Inizio con il dire che Simona e io siamo Soci di Bambini nel Deserto e che quando possiamo ci piace “sporcarci le mani nella rossa terra d'Africa” rendendoci utili con le nostre foto e video che realizziamo con un obiettivo chiaro; raccontare l'altra Africa, quella che non si conosce, perché troppo lontana dai media "sensazionalistici" italiani.

Le foto che ho raccolto in questo articolo sono l'esempio di un reportage realizzato in Burkina Faso qualche anno fa in cui, spero, si evidenzi la straordinaria vitalità e anche le capacità che pulsano nel continente più vicino alle nostre coste.
Un continente ancora tutto da scoprire o meglio da ri-scoprire; un continente che ha visto i natali del genere umano e oggi sempre più lontano ma sopratutto allontanato da noi.

Una delle attività portate avanti, ormai da anni, da Bambini nel Deserto è quella di avviare progetti AGR (Attività Generatrici di Reddito); in altre parole, contribuiamo a formare i beneficiari in occupazioni che possono garantire loro di non dover rischiare di essere costretti a migrare. Questo avviene attraverso una formazione sia teorica che pratica affidandoci a esperti locali o espatriati in grado di tramettere quelle expertise necessarie per avviare un'impresa locale.

Il progetto realizzato in Burkina Faso, a cui fanno riferimento queste immagini, ha visto l'avvio, successivamente al corso di formazione, di una cooperativa di giovani sarte e sarti grazie coordinamento di Giuliana una signora che dopo la meritata pensione, dopo anni di attività in Italia nell'ambito della moda,  ha scelto questo paese in cui risiedere e in cui insegnare alle ragazze e ai ragazzi "a cucire".
Le ragazze che vedete in queste foto sono le stesse che hanno seguito il corso di sartoria, i vestiti che indossano li hanno cuciti loro stesse e con orgoglio posano per le mie foto con una naturale eleganza e un portamento naturale da fare invidia a molte blasonate top model.
Fotografarle è stato per me esaltante!

Conoscevo la loro storia, conoscevo le loro aspirazioni, avevo visto come lavoravano e con quanta passione cucivano i loro modelli.
A Bobo Dioulasso, una delle città più vitali del Burkina Faso, ho seguito lo sviluppo di un progetto in cui una ragazza, grazie a un modesto micro-credito da parte di Bambini nel Deserto, ha aperto una sua sartoria offrendo, a oggi, un'occupazione stabile ad 4 giovani burkinabè in grado di realizzare capi su misura nella maniera più semplice e immediata possibile; scegli la stoffa, scegli il modello e passi a ritirare il capo finito dopo un paio di giorni al massimo.

La cosa incredibile è che dall'Italia potrebbe sembrare che un attività nell'ambito dell'abbigliamento sia riservato solo a noi, oppure demandato a laboratori cinesi nella provincia di Prato. Non è facile immaginare che anche in Africa ci siano persone che tengono al loro look! Troppo abituati a sentir parlare di un continente in cui si muore di fame o a causa di guerre e scontri armati, non ci rendiamo conto della straordinaria vitalità dell'Africa; anche nel campo della moda. L’Africa riesce sempre a meravigliarmi e incuriosirmi ogni volta che ci ritorno.


Quando vado in Africa la sensazione più bella è quella di trovarmi in un posto con enormi potenzialità, in un territorio vergine pronto per crescere e dare i suoi frutti migliori. Non un posto da conquistare o da colonizzare, ma al contrario un intero continente che ha voglia e può svilupparsi dando quel meglio di sè che ancora non ha potuto, o meglio non gli è stato permesso, dimostrare.

E’ bello poter raccontare le storie di chi ce l’ha fatta realizzandosi anche attraverso "eccellenze" come queste che vi ho mostrato. Restare nel proprio paese e contribuire alla crescita della propria comunità è ciò che ho visto affermarsi con forza, determinazione e capacità.
Ho altre storie da raccontarvi, dal Marocco al Mali passando per l'Etiopia e prossimamente le condividerò con voi.


Simona Ottolengi e Roberto Gabriele di https://viaggiofotografico.it