La tradizione a km 0


Il rosso dell’Ibisco, il verde della menta, e il ghiaccio. Il bissap, bevanda dalle mille e una proprietà e dall’aroma d’Africa che rinfresca nelle calde serate senegalesi.
E poi ancora i colori giallo ocra che ricordano gli autunni europei e che in Senegal sono cibo tradizionale: il Sombi Mbok, il Thakri, il fondé fatto con la polvere di miglio con latte o lo yogurt, il thiéré (cous cous di miglio) per la festa della Tamxarit o per l’’ngalax il dolce base di miglio, pasta d’arachidi e frutto del Baobab preparato dai cattolici per Pasqua che viene donato agli amici.01/03/2021

L’acquisto di tutte queste materie prime, soprattutto nei mesi (ottobre/novembre) della raccolta, quando i prezzi sono relativamente bassi, permette alle famiglie di rivendere con un buon margine di guadagno.
Il ritorno al cibo delle origini, dettato dall’aumento eccessivo dei prezzi degli alimenti, corrisponde ad un ritorno alla genuinità ed al consumo a chilometro zero, contribuendo così ad una maggior salvaguardia della salute e dell’ambiente.
Il consumo a km zero, il ritorno al cibo delle tradizioni, i movimenti zero spreco e zero rifiuti. Una nuova sensibilità che nasce anche in Senegal?

Sì, le famiglie stanno tornando a consumare, soprattutto la sera, questi alimenti per ridurre le spese e far fronte all’aumento costante dei prezzi. Inoltre sta nascendo una nuova sensibilità volta al rispetto dell’ambiente per il futuro dei nostri figli. Il progetto “Rosso bissap… la tradizione a km zero”, permetterà l’avvio di un commercio e l’installazione di una boutique di prodotti tradizionali ad una trentina di km da Dakar.


Viviana Bianchessi, Dakar 25/05/2021