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War in Progress


Sono trascorsi esattamente 8 anni da quando Bambini nel Deserto e l’Associazione AIDE vennero invitate da UNICEF e IOM a partecipare a un intervento di emergenza nel così detto "campo profughi" di Ngouboua posto nella regione più occidentale del Ciad.
Il misero campo d'accoglienza era per lo più fatto di  capanne di paglia costruite dagli abitanti del villaggio mossi da compassione.

Nella periferia del villaggio erano ammassati 576 minori ciaddiani tra i 6 e i 18 anni che precedentemente frequentavano le scuole coraniche poste al di là della frontiera con la Nigeria. Erano in fuga dalle violenze scatenate dai miliziani islamisti Boko Haram.
Prima della fuga avevano assistito a scene di inaudita violenza che li avrebbero inevitabilmente segnati in maniera indelebile.

A Ngouboua vennero allestiti 2 campi d’accoglienza; il Campo A destinato a ospitare minori ciaddiani accompagnati dai marabutti (insegnanti delle scuole coraniche) e il Campo B riservato a nuclei famigliari o a porzioni di essi con almeno un genitore presente.

Le azioni di cui eravamo incaricati prevedevano l'identificazione dei bambini, il sostegno psicologico, la raccolta delle informazioni necessarie ad individuare i villaggi di provenienza, attraverso interviste ai minori e ai marabutti e successivamente l’organizzazione del  rientro dei bambini presso le famiglie di origine; qualora individuate.

Nelle aree rurali del Sahel le famiglie in difficoltà affidano i  figli maschi alle scuole coraniche nella speranza che questi abbiano una formazione scolastica (islamica) e uno o due pasti al giorno. 

Troppo spesso le scuole, gestite da maestri (marabutti), sono dei clan in cui i bambini schiavizzati sono costretti a mendicare tutto il giorno per non incorrere al rientro in percosse e altre violenze.

Alla parte "educativa", la lettura delle sure del Corano senza alcuna consapevolezza di ciò che si sta ripetendo, sono dedicate le ore della notte. Alla luce di falò. Purtroppo per il 30% dei bambini non vi fu la possibilità di individuare il villaggio e le famiglie di origine e vennero presi in carico dall’Action Sociale di N’djamena capitale del Ciad.

Durante i 6 mesi di attività presso il Campo A abbiamo raccolto centinaia di testimonianze di ciò che avevano vissuto i bambini attraverso il modo di esprimersi più naturale per loro: il disegno.
I disegni pubblicati di seguito vennero inseriti all’interno dell'annuale evento “I colori della pace” organizzato nel Comune di Sant’Anna di Stazzema; località toscana tristemente nota per la strage nazista dell'agosto del 1944 nel corso della quale vennero massacrati 430 adulti e 130 bambini.

Per garantire la sicurezza nostra e del personale impegnato nelle attività, data la vicinanza con la frontiera turbolenta Nigeria (11 km.), il Governatore della Regione del Lago Ciad - nella foto in basso a destra - ci mise a disposizione una guarnita scorta militare che ci seguiva passo dopo passo.


Luca Iotti Modena, 5 febbraio 2021